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Storie

Storie di autenticità: Rayssa

By 29 Giugno 2020 Settembre 22nd, 2020 No Comments

Storie di autenticità: Rayssa

Testo: Martina Moretti

Rayssa, nome raro, che affonda le sue radici tra Russia e Medioriente, e si collega alla simbologia della rosa e al senso di leadership. Coincidenze? Forse. O forse nell’omen nome la rosa esprime il femminile che si prende cura, in una perfetta corrispondenza tra essere maestra d’asilo di giorno e cantante blues e pop nei momenti altri della vita. Due volti di una stessa moneta. Quindi leader di una banda di bimbetti vivaci, che sanno dare senza giudicare; poi frontwoman, a seguire sfumature diverse di leadership, quando con la sua voce coordina altri strumenti e altre musiciste attorno a lei. Possiamo solo immaginarla in una versione a misura di bimbo, con tutona da casa e capello raccolto in un pratico chignon. Nel qui ed ora la cogliamo solo in modalità artistica. Voce e ukulele. Scalza e capello sciolto, ipnotizza in una leggerezza e flessuosità particolari. Accenna qualche accordo. La voce segue le scale di quelle armonie. Sale, poi scende, arrampica come fossero a chiocciola, infine si rilassa come quando si incontrano gradini più bassi, larghi e quindi più sicuri. La musica satura lo spazio fisico attorno. Sei parte di un momento di bellezza, che resta come immaginaria polvere magica depositata lì, sulle tue scarpe. E spontaneo un piede inizierà a battere il tempo e, in casi più fortunati, anche la tua voce ad affacciarsi timidamente ad altezza gola.

FB: Rayssa

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